Il 6 gennaio i mercati azionari europei consolidano l’avvio positivo d’anno: i nuovi dati mostrano un raffreddamento dell’inflazione in diverse economie dell’Eurozona, mentre gli indicatori PMI segnalano una crescita che resta in area espansione grazie ai servizi. A Piazza Affari il FTSE MIB supera quota 46.000 e chiude in progresso, con acquisti su difesa ed energia in un contesto geopolitico più teso; sul fronte energia, il gas TTF resta su livelli contenuti.
Le Borse europee hanno esteso i guadagni nella seduta del 6 gennaio, sostenute da segnali macro più favorevoli sul fronte prezzi. In Germania l’inflazione di dicembre ha rallentato più delle attese, rafforzando l’idea che le pressioni inflazionistiche nell’area euro stiano rientrando verso livelli coerenti con la stabilità dei prezzi; in questo quadro, gli operatori si attendono una BCE orientata alla cautela e a un mantenimento dell’impostazione monetaria nel breve periodo.
Sul versante dell’attività economica, il PMI composito finale indica che l’Eurozona ha chiuso il 2025 con il trimestre più solido dalla metà del 2023, con i servizi ancora motore della crescita e la manifattura più debole.
A Milano, il FTSE MIB ha oltrepassato i 46.000 punti (massimi da oltre vent’anni) e ha terminato la seduta in rialzo. In evidenza i titoli della difesa, in un contesto di forte attenzione agli sviluppi in Venezuela dopo l’operazione statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, elemento che ha riacceso l’interesse anche per il comparto energia.
Sul fronte commodity, il gas naturale TTF ad Amsterdam è stato indicato a 28,11 €/MWh nel primo pomeriggio, contribuendo a mantenere sotto controllo uno dei principali canali di trasmissione dell’inflazione europea.
